CON TATTI DI VOCE

Dalla voce alla mano, dal suono alla pelle nella relazione umana devota e d’attaccamento

La voce che parla, la voce che canta, ben prima di produrre messaggi o musica, è un atto vibrante che come tale è evento che tocca. La dimensione fonetica, ritmica e intonativa del parlare e del cantare sono frutto di fisicità sonore che con-tattano la nostra corporeità in varie forme e gradi.


La voce parlata e cantata entra in relazione con l’altrui corpo sottoforma di carezza, di pizzico, lo gratta, lo scuote e lo percuote…

La mano come la voce contattano il corpo, la pelle, ”parlando” la stessa lingua emotiva che dimostra di prendersi cura dell’altro, del bambino, del corpo alla ricerca di una condivisione di pelle. Così la madre che “parla” al bambino non usa le parole come significato semantico, ma le usa come suono, come vibrazione che con-tatta, come fa con la mano quando lo accarezza per fargli “sentire” quell’attaccamento e quella base sicura che solo la pelle e il suono intimamente sanno e possono fare.